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Il Campo che non finisce

Le Cronache di Lucky sono racconti di fantasia ambientati nel mondo di iLuckyStones.

Il settimo Campo aveva un profumo conosciuto.

Lucky si guardò e sorrise: era tornato arancione, liscio come una caramella, proprio come il primo giorno. Dopo il verde, il viola, il blu e il rosso, aveva di nuovo il suo colore. Ma non era la stessa pietra di allora. Sapeva rotolare, aspettare, girare intorno ai muri e fidarsi della presenza dall'alto.

E gli sarebbe servito tutto. Nel settimo Campo c'era un po' di ogni cosa: blocchi grigi pesanti come sassi, fili rossi tesi qua e là, gocce gialle e rosa, cubi lampeggianti, spine verdi e spine nere. E qualche stella, per chi sapeva aspettarla.

Lucky giocò come non aveva mai giocato. Prese, schivò, aspettò, ripartì. I numeri dentro di lui crescevano, crescevano, crescevano.

Poi si accorse di una cosa. Nei Campi di prima, a un certo punto, il terreno tremava e si apriva una porta. Qui no. Il Campo andava avanti, e avanti ancora. Non c'era nessuna uscita.

«E adesso?» chiese Lucky. «Dove devo arrivare?»

Gli rispose una voce che conosceva. Era la pietra più vecchia del primo Campo, quella che cent'anni prima aveva aperto un occhio per guardarlo partire. Chissà come, era arrivata fin lì. «Qui non si arriva da nessuna parte» disse. «Qui si va più lontano di ieri. Tutto qui.»

Lucky ci pensò a lungo. Poi capì che era la cosa più bella che avesse sentito in tutto il viaggio. Non c'era un traguardo da raggiungere una volta per tutte: c'era una strada, e ogni giorno poteva percorrerne un pezzo in più.

Le parole luminose comparvero un'ultima volta:

Ogni giorno sorge il sole.

E Lucky ricominciò a rotolare.

Fine della prima stagione delle Cronache di Lucky.

Livello 7: il Campo non finisce mai. Lì si gioca per il record: fin dove arrivi tu?

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