La spina viola e il dito che arriva dall'alto
Le Cronache di Lucky sono racconti di fantasia ambientati nel mondo di iLuckyStones.
Nel terzo Campo l'aria era diversa. Più svelta. Le gocce volavano più fitte, i muri erano più grossi, e Lucky dovette imparare a rotolare senza pensare troppo.
Fu lì che la vide per la prima volta.
La spina viola era grande, tutta punte, e girava su se stessa come una trottola di cattivo umore. Non aveva fretta. Avanzava dritta, come se sapesse esattamente dove andare.
«Quella» disse a Lucky una goccia gialla di passaggio, prima di diventare rosa «se ti prende ti porta via una vita.»
Lucky scappò. Scappò a destra, poi a sinistra, poi dietro un muro. La spina viola girò intorno al muro con calma. Lucky cominciò a capire che scappare, da solo, non bastava.
Poi accadde una cosa strana.
Dall'alto, da un posto che non era il Campo e non era il cielo, scese qualcosa. Una punta morbida, grande come una nuvola, che toccò la spina viola. E la spina viola sparì. Al suo posto, nell'aria, brillò un numero: cinquanta.
Lucky rimase immobile, gli occhi spalancati.
Non era la prima volta che sentiva quella presenza. Era la stessa che, nei momenti difficili, sembrava spingerlo dalla parte giusta. Quella che lo aveva guidato verso le gocce gialle nel primo Campo e lungo i muri nel secondo. Lucky non sapeva chi fosse. Sapeva solo che non era solo.
Da quel giorno, Lucky e la presenza dall'alto giocarono in due. Lui rotolava, schivava, raccoglieva. Lei, quando serviva, toccava le spine prima che arrivassero. E Lucky imparò la cosa più sorprendente di tutto il Campo: lo stesso pericolo, preso in tempo, diventa un premio.
A diecimila, il Campo si aprì come le altre volte. Le parole luminose questa volta sembravano scritte per tutti e due:
La paura può essere un nemico nascosto, vincila.
Continua nella prossima puntata.
Livello 3: la spina viola toglie una vita, ma se la tocchi col dito (o la clicchi) vale cinquanta punti. La presenza dall'alto sei tu.