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Le stelle che si contano sulle dita

Le Cronache di Lucky sono racconti di fantasia ambientati nel mondo di iLuckyStones.

Il quinto Campo era rosso, e Lucky anche.

Questa volta non si stupì: aveva capito che ogni Campo gli dava un vestito nuovo. Si guardò intorno, invece. C'erano piccoli quadrati rossi, fermi come sassi piantati per terra, e tanti muri blu sottili, sparsi in ogni direzione. Anche questi, come nel Campo di prima, cambiavano posto ogni volta.

Poi la vide. In alto, ferma, luminosa: una stella.

Lucky partì come un razzo. Le stelle erano la cosa più preziosa del Campo: ognuna valeva due vite, e dopo il Campo senza stelle ne aveva un gran bisogno. Ma a metà strada sbatté contro un muro blu, girò intorno a un quadrato rosso, e quando arrivò la stella non c'era più. Le stelle restano ferme solo pochi secondi, poi si spengono.

«Non è giusto!» disse Lucky.

Una goccia rosa, lì vicino, ridacchiò. Lucky la guardò storto, e la presenza dall'alto, con un tocco leggero, la tolse di mezzo.

Fu allora che una pietra anziana, mezza sepolta in un angolo, parlò. «Le stelle qui si contano sulle dita di una mano» disse. «Ne cadono cinque, non una di più. Se le insegui tutte di corsa, le perdi. Se le aspetti, arrivano.»

Lucky ci provò. Smise di correre dietro a ogni luce. Rimase nel mezzo del Campo, dove le strade erano più libere, raccogliendo gocce gialle e cubi lampeggianti. E quando la stella successiva comparve, era già a due rotolate di distanza.

Una. Poi un'altra. Poi un'altra ancora. Non le prese tutte e cinque, ma prese quelle giuste.

Le spine nere, intanto, continuavano a scattare. Ma Lucky aveva più vite di prima, e soprattutto più calma.

A quarantamila il Campo si aprì. Le parole luminose sembravano scritte dalla pietra anziana:

La pazienza sarà la tua forza.

Continua nella prossima puntata.

Livello 5: in ogni livello compaiono al massimo cinque stelle, e ognuna vale due vite. Saprai aspettarle?

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