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Il Campo che cambiava forma

Le Cronache di Lucky sono racconti di fantasia ambientati nel mondo di iLuckyStones.

Lucky entrò nel quarto Campo e si specchiò per caso in una goccia gialla.

Era blu.

Non un po' blu: blu da capo a piedi, se una pietra avesse dei piedi. Ci pensò su e si accorse che non era la prima volta. Nel secondo Campo era diventato verde, nel terzo viola. Nessuno ci aveva fatto caso, nemmeno lui. Era successo e basta, mentre era troppo occupato a rotolare.

«Allora non sono più io?» chiese a voce alta.

«Sei sempre tu» rispose una goccia gialla di passaggio. «Hai solo cambiato vestito.»

Ma il quarto Campo aveva un'altra sorpresa. I muri erano storti, sparsi qua e là come bastoncini caduti. E ogni volta che Lucky ci tornava, li trovava in un posto diverso. Quello che il giorno prima stava in alto a sinistra, adesso sbarrava la strada nel mezzo. Lucky non poteva imparare il Campo a memoria: doveva guardarlo ogni volta con occhi nuovi.

E poi tornarono loro. Le spine nere, le stesse che nel secondo Campo Lucky aveva evitato da lontano. Qui scattavano veloci, all'improvviso, da ogni parte. Una di loro, se ti raggiungeva, si portava via due vite.

Lucky cercò una stella per rimettersi in tasca qualche vita. Ne cercò una, poi un'altra. Niente. In quel Campo le stelle non c'erano proprio. Le vite che aveva erano quelle, e andavano trattate con cura.

Per fortuna la presenza dall'alto era lì. Ogni volta che una spina nera puntava su Lucky, la punta morbida scendeva e la faceva sparire. A volte toccava anche le gocce rosa, che in quel Campo si potevano togliere di mezzo così.

Lucky, intanto, inseguiva le spine verdi: grandi, lucenti, cento punti l'una. Scattavano anche loro, ma verso nessuno in particolare.

A ventimila il Campo si aprì. Lucky era ancora blu, e non gli dispiaceva più. Le parole luminose dissero:

Il cambiamento è continuo e in ogni cosa, non temere.

Continua nella prossima puntata.

Livello 4: i muri cambiano posto a ogni partita, le spine nere tornano e le stelle non ci sono. Ogni vita conta.

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