I fili rossi e i messaggeri
Le Cronache di Lucky sono racconti di fantasia ambientati nel mondo di iLuckyStones.
Prima di entrare nel sesto Campo, Lucky incontrò qualcuno.
Era un messaggero: arrivava da fuori, da un posto che Lucky non conosceva, e portava un messaggio tutto suo. «Se ti fermi ad ascoltarmi fino in fondo» disse «ti lascio una vita in regalo. Se hai fretta, nessun problema: saluta e vai.»
Lucky ci pensò. Aveva fretta, sì, ma una vita in più non gli dispiaceva. Ascoltò fino in fondo, e il messaggero mantenne la promessa. Un'altra volta, più avanti, Lucky lo salutò e passò oltre, e il messaggero gli sorrise lo stesso. Nessuno lo obbligava a niente: era questo che gli piaceva.
Poi entrò nel Campo, e si fermò.
Il sesto Campo era attraversato da fili rossi, sottili e tesi, sparsi in tutte le direzioni. Non erano grossi come i muri di prima, ma erano tanti, e cambiavano posto a ogni ingresso. Lucky doveva infilarsi tra l'uno e l'altro come un filo nella cruna di un ago.
E i pericoli erano tutti lì, insieme: le spine viola, più numerose del solito, le spine nere, e le gocce rosa, che qui correvano più svelte di prima. Lucky provò a chiedere alla presenza dall'alto di toglierle di mezzo, come nei Campi precedenti. Ma qui le gocce rosa non si lasciavano più toccare. Andavano solo evitate.
Le spine viola, invece, si potevano ancora toccare, e valevano cinquanta punti. La presenza dall'alto lo sapeva bene. Lucky rotolava, lei toccava, e insieme facevano più strada che da soli.
Era il Campo più lungo di tutti. Servivano ottantamila punti per uscire, e Lucky a un certo punto si chiese se ne valesse la pena. Poi pensò alle pietre del primo Campo, ferme da cent'anni, e ripartì.
A ottantamila il Campo si aprì. Le parole luminose dissero:
Fino in fondo senza timore.
Continua nella prossima puntata.
Livello 6: ottantamila punti per uscire. Qui le gocce rosa sono più svelte e non si possono più toccare.