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I muri che arrivarono di notte

Le Cronache di Lucky sono racconti di fantasia ambientati nel mondo di iLuckyStones.

Il secondo Campo era più grande del primo, e Lucky ci entrò di corsa, con la testa ancora piena di gocce gialle e numeri.

Si fermò di colpo.

In mezzo al Campo c'erano dei muri. Lunghi, silenziosi. Non c'erano stati la sera prima, ne era sicuro. Erano arrivati di notte, come arrivano le cose che nessuno ha invitato.

Lucky provò a passarci attraverso. Bonk. Ci provò di nuovo, più forte. Bonk. Il muro non si spostò di un millimetro.

E poi vide una cosa che non gli piacque per niente: una goccia gialla attraversò il muro come se non ci fosse.

«Non è giusto» disse Lucky ad alta voce. «Lei passa e io no?»

Il muro, naturalmente, non rispose. I muri non rispondono mai: è la cosa che li rende muri.

Lucky si fermò (per quanto una pietra possa fermarsi più di così) e guardò. Guardò a lungo. E capì una cosa che le pietre del primo Campo non avrebbero mai capito, perché non si erano mai mosse:

Un muro non ti dice dove non puoi andare. Ti dice da che parte girare.

Ripartì. Questa volta non contro il muro, ma lungo il muro. Scoprì che le gocce, attraversandolo, uscivano dall'altra parte, e che bastava aspettarle lì. Scoprì che i cubi lampeggianti regalavano sorprese a chi aveva la pazienza di cercarli. Scoprì perfino una stella, ferma in un angolo, che gli rimise in tasca due vite.

Ma scoprì anche che in quel Campo girava qualcosa di nuovo: piccolo, nero, appuntito. Si muoveva a scatti, e quando passava le gocce si scostavano. Lucky decise che, per ora, la cosa migliore era girargli molto, molto alla larga.

Quando arrivò a cinquemila, i muri non erano spariti. Ma Lucky non li vedeva più come nemici. Erano diventati la forma del Campo. Le parole luminose comparvero di nuovo:

Guarda attorno a te e vedrai la risposta che cerchi.

Continua nella prossima puntata.

Livello 2: arrivano i muri. Lucky non li attraversa, gli oggetti sì. Tu da che parte giri?

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